venerdì 22 luglio 2011

Finezze dello sport

...questa mattina mi sono alzato presto (alle 5:30 come tutti i giorni) per allenarmi, tre fette biscottate con marmellata e un bicchiere di succo di frutta per colazione, metto la salopette col fondello da bici e la maglietta a maniche corte, calzo le scarpe, prendo il "beverone" con l'integratore che ho preparato ieri sera prima di dormire e che ho messo in frigo, esco sul pianerottolo senza svegliare nessuno, slego la bici legata ad un golfare di acciaio inox che ho saldato a due fischer piantati nel muro, la carico in spalla e mi avvio verso il pian terreno.

C'è un freddo pazzesco, questa notte ha fatto temporale e capisco subito che sarebbe stato meglio uscire con i pantaloni lunghi e una giacchetta sopra la maglia, ma non li ho ancora comprati quindi avanti così. Dopo circa 5 Km imbocco una ciclabile che a quell'ora è percorsa solo da podisti ed altri ciclisti che si allenano, quindi (in teoria) tengono la destra, non tagliano la strada e non si fermano nel mezzo a chiacchierare come invece succede quando, più tardi, tutto si affolla di turisti tedeschi a spasso in mountain-bike...

Stamattina vado spedito, ho un po' di vento contro e l'andata è quasi tutta in leggera salita, ma le gambe reggono e il cuore sta sotto i 140 bpm; ad un certo punto mi accorgo di avere una bici dietro, mi sposto  più a destra per lasciarla passare perché generalmente gli altri ciclisti vanno più veloci di me che sono ancora un principiante, e invece nessuno mi sorpassa; allora mi volto indietro velocemente per vedere se davvero sto davanti a qualcuno e mi vedo una sagoma appiccicata, capisco che è qualcuno che si è messo comodamente nella mia scia. Il vento da Nord è freddo e fastidioso per essere una mattina di luglio e il fatto di avere qualcuno che mi pedala praticamente sulla schiena mi innervosisce parecchio. Non so se in gara la sensazione possa essere diversa, io non ho mai fatto gare (per adesso) ma in allenamento è una cosa che proprio mi indispettisce...

Ad un certo punto c'è una salita più ripida e sinceramente non ho voglia di alzarmi in piedi sui pedali per tenere la velocità, non sono passate nemmeno dieci ore dalle due ore di palestra che ho fatto la sera prima così scalo un rapporto e resto seduto, a quel punto sento qualcuno ansimare e il ciclista che avevo dietro mi sorpassa. E' una ragazza, io continuo la mia salita con la calma di prima e lei mi lascia indietro di parecchio poi, finita la salita, la vedo a circa un centinaio di metri avanti a me. Decido di mettermi io nella sua scia per riposarmi un po' ed inizio ad accelerare il passo per raggiungerla... le forme femminee della ragazza vista da dietro mentre pedala offrono un'immagine graziosa e garbata e penso che non sarebbe galante restare in scia lasciando pensare che lo faccia per godermi il "paesaggio" (detesto i cascamorti bavosi e mi da fastidio che qualcuno possa anche solo pensarlo di me) quindi penso: "la raggiungerò e la sorpasserò, poi me ne andrò per la mia strada... se si metterà di nuovo in scia la sopporterò".

Arrivato a una decina di metri da quella forma gentile, aggraziata, leggiadra, questa stacca una mano dal manubrio, si tappa una narice, gira la testa e sento "sprchhhhhttt"; vedo una cosa verdognola abbandonare la figura ed in procinto di collidere con me, mi sposto in fretta e la scanso per poco.
Hai capito l'immagine femminea ed aggraziata alla quale io pensavo non fosse galante sfruttare la scia? Inizio a capire che nello sport certe congetture non esistono e non vale la pena lasciarvisi condizionare.

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