giovedì 18 agosto 2011

La storia di un ciccione si sposta

Il blog "la storia di un ciccione" si è spostato a questo indirizzo:

http://lastoriadiunciccione.deepdiver.it/

Nulla da eccepire sul servizio di blogspot, la scelta è rivolta solamente alla necessità del webmaster di avere un server dedicato.

domenica 31 luglio 2011

Era da un po' che...

...non ce l'ho portata con la macchina, fin li sopra, la bicicletta!
E' da un po' che per i miei allenamenti in bici desideravo uscire dalla zona che da queste parti viene chiamata "la busa" (la buca) ovvero la valle che si affaccia sulla riva Nord del Lago di Garda. Il problema è che se la chiamano "busa" un motivo ci sarà, ed è il fatto che per uscirne andando verso nord bisogna scavalcare le montagne...
C'è una strada, denominata "vecchia Nago" che partendo dall'abitato di Torbole (TN) si inerpica sul monte fino all'abitato di Nago, compiendo un dislivello di circa 140 metri con pendenze che in un punto arrivano addirittura (se la mia misurazione effettuata con google earth non è errata) al 18%.
Ambivo da un po' ad affrontarla ma non mi decidevo per paura di non riuscire a portarla a termine, ieri però mi sono detto: "a costo di farla a piedi ma devo farcela", e così sono partito da casa, ho scaldato i muscoli fino all'arrivo a Torbole ed ho imboccato quella che era la tanto da me ambita "vecchia Nago". Il cardiofrequenzimetro è andato in allarme più volte ed un paio di volte ho dovuto fermarmi senza scendere dalla bici, appoggiandomi a qualche recinzione, per recuperare un po', ma ce l'ho fatta, sono arrivato in cima.
Alcuni ciclisti, senza dubbio più bravi di me, quando mi hanno visto fermo a recuperare la frequenza cardiaca mi hanno guardato con aria snob e a me venivano in mente le parole di mio cognato Roberto, il quale sostiene che in Italia molta gente non pratica sport perché arriva sempre il criticone di turno a giudicare le prestazioni, mentre dalle sue parti (South Carolina) si vedono famiglie intere partecipare a gare di Triathlon che vengono organizzate ogni domenica senza che nessuno critichi chi non sta entro determinati tempi. Non a caso da queste parti trovare una gara di Triathlon che non sia ad almeno 50 Km da casa è un'impresa, trovare una gara podistica di 10 o 5 Km idem... insomma si da l'impressione che lo sport sia destinato solo ai maratoneti e in bici, se non sei in grado di fare il giro d'Italia, ti convenga non farti nemmeno vedere...
Io personalmente me ne frego e faccio sport per stare meglio e per divertirmi, non mi interessano i tempi, non mi interessa fare meglio di chissà chi, corro, nuoto, vado in bici per il semplice gusto di farlo contro me stesso, di migliorarmi di volta in volta, di coltivare la mia salute.
Insomma sono salito in cima alla "vecchia Nago" ed arrivato li ho imboccato la ciclabile... a fine giro avevo fatto più di 60 Km.
Non contento questa mattina mi sono alzato e mi sono fatto 5 Km di cui più della metà in leggera salita a una media di 1,70Km/10min... E' poco? Chi se ne frega! E' sempre meglio di quello che sarei mai riuscito a fare qualche mese fa! Solo poco tempo fa solo il pensiero di fare 60 Km in bici dopo aver affrontato una salita del genere sarebbe stato scartato a priori, figuriamoci farlo e nemmeno 20 ore dopo farmi una corsa di 5 Km a ritmo sostenuto e non certo in piano...
Il mio peso non sta più scendendo così velocemente, adesso sono circa 84 Kg, ma la bilancia "supertecnologica" indica una sostanziale differenza di rapporto fra massa grassa e massa muscolare, e in fondo è proprio quello che volevo.

venerdì 22 luglio 2011

Finezze dello sport

...questa mattina mi sono alzato presto (alle 5:30 come tutti i giorni) per allenarmi, tre fette biscottate con marmellata e un bicchiere di succo di frutta per colazione, metto la salopette col fondello da bici e la maglietta a maniche corte, calzo le scarpe, prendo il "beverone" con l'integratore che ho preparato ieri sera prima di dormire e che ho messo in frigo, esco sul pianerottolo senza svegliare nessuno, slego la bici legata ad un golfare di acciaio inox che ho saldato a due fischer piantati nel muro, la carico in spalla e mi avvio verso il pian terreno.

C'è un freddo pazzesco, questa notte ha fatto temporale e capisco subito che sarebbe stato meglio uscire con i pantaloni lunghi e una giacchetta sopra la maglia, ma non li ho ancora comprati quindi avanti così. Dopo circa 5 Km imbocco una ciclabile che a quell'ora è percorsa solo da podisti ed altri ciclisti che si allenano, quindi (in teoria) tengono la destra, non tagliano la strada e non si fermano nel mezzo a chiacchierare come invece succede quando, più tardi, tutto si affolla di turisti tedeschi a spasso in mountain-bike...

Stamattina vado spedito, ho un po' di vento contro e l'andata è quasi tutta in leggera salita, ma le gambe reggono e il cuore sta sotto i 140 bpm; ad un certo punto mi accorgo di avere una bici dietro, mi sposto  più a destra per lasciarla passare perché generalmente gli altri ciclisti vanno più veloci di me che sono ancora un principiante, e invece nessuno mi sorpassa; allora mi volto indietro velocemente per vedere se davvero sto davanti a qualcuno e mi vedo una sagoma appiccicata, capisco che è qualcuno che si è messo comodamente nella mia scia. Il vento da Nord è freddo e fastidioso per essere una mattina di luglio e il fatto di avere qualcuno che mi pedala praticamente sulla schiena mi innervosisce parecchio. Non so se in gara la sensazione possa essere diversa, io non ho mai fatto gare (per adesso) ma in allenamento è una cosa che proprio mi indispettisce...

Ad un certo punto c'è una salita più ripida e sinceramente non ho voglia di alzarmi in piedi sui pedali per tenere la velocità, non sono passate nemmeno dieci ore dalle due ore di palestra che ho fatto la sera prima così scalo un rapporto e resto seduto, a quel punto sento qualcuno ansimare e il ciclista che avevo dietro mi sorpassa. E' una ragazza, io continuo la mia salita con la calma di prima e lei mi lascia indietro di parecchio poi, finita la salita, la vedo a circa un centinaio di metri avanti a me. Decido di mettermi io nella sua scia per riposarmi un po' ed inizio ad accelerare il passo per raggiungerla... le forme femminee della ragazza vista da dietro mentre pedala offrono un'immagine graziosa e garbata e penso che non sarebbe galante restare in scia lasciando pensare che lo faccia per godermi il "paesaggio" (detesto i cascamorti bavosi e mi da fastidio che qualcuno possa anche solo pensarlo di me) quindi penso: "la raggiungerò e la sorpasserò, poi me ne andrò per la mia strada... se si metterà di nuovo in scia la sopporterò".

Arrivato a una decina di metri da quella forma gentile, aggraziata, leggiadra, questa stacca una mano dal manubrio, si tappa una narice, gira la testa e sento "sprchhhhhttt"; vedo una cosa verdognola abbandonare la figura ed in procinto di collidere con me, mi sposto in fretta e la scanso per poco.
Hai capito l'immagine femminea ed aggraziata alla quale io pensavo non fosse galante sfruttare la scia? Inizio a capire che nello sport certe congetture non esistono e non vale la pena lasciarvisi condizionare.

mercoledì 13 luglio 2011

Mezza Maratona

Ecco, l'ho fatto!

Mi sono iscritto alla Lake Garda Half Marathon che si terrà il prossimo 13/11/2011.

Lo so, forse è una scelta un po' azzardata per uno che come me è solo agli inizi, ma non ho mica intenzione di vincerla questa mezza maratona! mi basterà portarla a termine anche arrivando ultimo, e se non ci riuscirò sarà lo stesso, almeno ci avrò provato.


Sarà comunque una data da scrivere sul calendario perché fino all'anno scorso, se mi avessero detto che un giorno mi sarei iscritto alla mezza maratona, avrei risposto che "manco con la Vespa l'avrei mai fatta".


E invece mi sono iscritto perché avevo bisogno di un obiettivo, allenarsi è bello, è bello alzarsi alle 5:30 del mattino per correre o per andare in bici, è bello andare in piscina e nuotare finché non ce la fai più e poi, una volta fermato sul bordo dire:"quasi quasi faccio un'altro paio di vasche".

Fa sentire vivi!

Però dovevo andare in una direzione altrimenti i miei allenamenti sarebbero rimasti fini solo al perdere peso; causa importante, non c'è dubbio, ma mi sono accorto che all'inizio correvo, nuotavo e andavo in bici per perdere peso, adesso perdo peso per correre meglio, pedalare meglio, nuotare meglio; più vado avanti e più ci trovo gusto. A differenza di tutto quello che ho fatto prima non mi interessa se riuscirò a diventare migliore di qualcuno, se la mia faccia apparirà mai sulle riviste del settore come invece accadeva con la subacquea... paradossalmente, sebbene il podismo, il ciclismo, il nuoto, siano fatti di gare non mi interessa vincere e so che probabilmente non accadrà mai, mi interessa solo farlo perché mi piace.

Bene, adesso bisogna allenarsi ancora più seriamente.

venerdì 8 luglio 2011

Progressi

Se mi avessero detto un po' di tempo fa che sarei arrivato a percorrere 10 Km in un'ora alternando passo e corsa, o che sarei riuscito a correre per 20 minuti a tutta birra senza stramazzare al suolo, o anche solo che in bicicletta sarei riuscito a percorrere certi tratti in salita, avrei risposto con una sonora risata.
Adesso invece mi rendo conto che era vero e non solo! Mi rendo conto che dopo si sta bene, ci si sente più vivi! Più corro, più pedalo, più nuoto e più desidero farlo!
Dal 12 giugno, giorno in cui ho trovato il coraggio di monitorare seriamente i miei progressi ed ho iniziato a segnare su un foglio excel tutti i dati relativi ai miei allenamenti, stamattina si è compiuta la perdita del mio sesto Kg. Da 93,6 a 87,6 Kg in 27 giorni.
La cosa buffa è che non sto soffrendo la fame, mangio molto meno ma sto imparando a mangiare quanto mi serve, ho imparato a controllare l'in-take calorico e sono stato da una nutrizionista la quale ha studiato per me una dieta basata sulle cose di cui mi nutro abitualmente, in attesa delle prove allergologiche per capire cosa effettivamente posso mangiare e cosa no.
Ogni momento è buono per correre, pedalare o nuotare e questo da me non me lo sarei mai aspettato.
Certo il triathlon vero è ancora molto lontano, le prestazioni di cui sopra faranno sicuramente sorridere qualsiasi atleta, ma sono prestazioni ottenute da uno che fino a poco tempo fa praticava come sport estremo lo schiacciamento del divano stando saldamente aggrappato al telecomando.
Sei chilogrammi in meno si sentono, le caviglie non si gonfiano più quando corro ed ho la sensazione di respirare meglio. Il prossimo che mi dice che "grasso è bello" lo rincorro con un forcone, vedremo se mentre scappa, con il fiatone, riuscirà a ripetermelo...

sabato 11 giugno 2011

Primo giro in bici da corsa

Molte volte sorpassando i ciclisti per strada mi sono domandato: "chi glielo fa fare"?

Oggi definirmi ciclista sarebbe improprio ma per i motivi riportati nella pagina "Perché?" di questo blog rischio di diventarlo, così inizio a capire molte cose su cosa significhi "stare dall'altra parte della portiera".

Mi sono preso la bici, credo sia stato un buon affare per chi come me è all'inizio ma lo confesso: ieri sera quando l'ho portata a casa, guardandola, ero parecchio perplesso e per un attimo ho anche pensato di riportarla al negozio.
Non che la bici in se potesse avere qualcosa che non va, non me ne intendo nemmeno, l'ho presa sulla base dei consigli dati da amici e un po' di informazioni prese qua e la su internet nel tentativo di documentarmi prima di spendere soldi inutilmente, ma la sella è altissima (e credo vada proprio così, anche perché me l'ha regolata il ragazzo del negozio che sembra sapere il fatto suo) e con quelle scarpette è già impossibile camminare, figuriamoci salire sulla bici.

Questa mattina sono andato a fare la prima prova: mi sono messo i pantaloni con l'imbottitura, la maglia traspirante, le scarpette con le quali è impossibile camminare e mi sono avviato con la bici in spalla per uscire di casa. Arrivato sul pianerottolo, resomi conto che avrei dovuto fare le scale con quelle scarpe ai piedi, pensai che sarebbe stato meglio mettere subito il casco, non si sa mai che capiti di fare un ruzzolone.
La bici è leggerissima da tenere in spalla, questi telai in fibra di carbonio non pesano davvero nulla e mi chiedo se una struttura all'apparenza così poco robusta potrà mai essere in grado di reggere il mio peso. Arrivo giù dalle scale, non è stato nemmeno così male, è ora di salire in sella... Ci metto un po' ad agganciare il pedale alla scarpa, parto, attraverso la strada e non riesco ad agganciare l'altro, sono in leggera discesa, la bici va avanti da sola e l'effetto giroscopico delle ruote la tiene dritta così proseguo con i tentativi, agganciata! Ma no!!! subito il semaforo rosso, adesso incastrato così nei pedali se mi fermo finirò per cadere da un lato o dall'altro, ci provo: ruoto una caviglia e la scarpa si sgancia, riesco così a fermarmi senza cadere... il semaforo diventa verde, riparto, altra lotta per agganciare i pedali. Quest'affare che pesa pochissimo sembra tutto "traballante", la pendenza della discesa aumenta e sembra di pedalare su una cosa fatta di niente tanto è leggera.
Le macchine che mi sorpassano e mi passano a fianco non mi piacciono, mi ha sorpassato anche un autobus e il suo spostamento d'aria sembrava dovesse farmi finire nel fosso da un momento all'altro. Ho pensato che una volta presaci la mano questa sensazione e queste paure svaniranno nel nulla (è così, vero?).

C'è una pista ciclabile, provo ad andarci, è impossibile usarla e mi rendo conto che chi l'ha progettata probabilmente in bicicletta, come me del resto, non era mai andato. Buche, pozzanghere, vecchiette a piedi col girello (nel loro sacrosanto diritto perché l'ente proprietario ha fatto le ciclabili e le ha destinate anche a uso pedonale) extracomunitari mezzi ubriachi in giro con la bici graziella che vanno a zig zag... tocca tornare sulla strada. Ma li ci sono le macchine, ho sete, prendo la borraccia e bevo, mi distraggo e mi sposto verso il centro della corsia, mi rimetto subito a destra, una signora dentro a una Toyota Yaris mi sorpassa e mi urla qualcosa dal finestrino, io chiedo scusa e proseguo.
Dopo 5 o 6 Km mi sembra di prendere pian piano familiarità con il mezzo ma la sella si fa sentire e l'imbottitura dei pantaloni sembra non bastare a dare il comfort necessario, probabilmente farò l'abitudine anche a quello (è così, vero?).
Ho fatto 21 Km senza tenere d'occhio ne giri pedali ne frequenza cardiaca, solo per provare a rendermi conto di com'è la bicicletta che, anche se i principi sono gli stessi, è molto diversa da una mountainbike....
Torno a casa, salgo le scale (con le scarpette) e poso la bici. Non so se fa più male la dove ci si appoggia sulla sella o la muscolatura delle gambe.

Poi ci si abitua, vero?

Io corro

Era il 13/01/2011 ed ero appena tornato dagli Stati Uniti...


Non lo nascondo: sarei rimasto la volentieri perché nonostante le cose che si dicono in Europa circa la crisi e la fine imminente del Capitalismo è con estrema gioia che do la notizia a tutte le cassandre che il Capitalismo, unica vera forma di libertà sociale ed individuale, sta benissimo! 
Certo la politica di Obama bene non fa, ma il male che fa non lo fa solo all'America ma al mondo intero e di questo gli Americani sembrano essersene già accorti (a chi ha da dire qualcosa in contrario rispondo "si vada a vedere i risultati delle mid term").

Detto questo oltre alla bella esperienza di aver visto la terra dei miei sogni e al fatto che ciò mi abbia fatto diventare un po' più ricco dentro, ho scoperto qualcosa che non mi sarei mai aspettato di scoprire: 

la gioia di correre.

I miei cognati (Roby e Holly) sono due atleti veri e io, da un po', pensavo che avrei prima o poi dovuto fare qualcosa per rimettere in sesto questo mio fisico che a 34 anni sembra quello di Flavio Briatore...
Parallelamente a questo pensiero, appena arrivato negli States, ho acquistato il libro "Decision Points" di George W. Bush e proprio mentre quanto sopra mi frullava nella testa, ne leggevo le prime pagine nelle quali l'ex presidente racconta di come a quarant'anni smise di punto in bianco di bere alcolici (non che l'alcool fosse un problema da terapia per lui, ma sua moglie gli aveva fatto notare che la frequenza dei bicchieri stava aumentando un po' troppo). Mi colpì il fatto che facesse jogging per far espellere al suo corpo i veleni dei whisky che da buon Texano beveva la sera durante le feste al ranch, chiacchierando con gli amici.

Pensai che la corsa poteva essere un buon modo di espellere i veleni che il mio corpo assume sotto forma di cibo, che accumula stando seduto sul sedile della mia Volvo e sulla poltrona girevole davanti a questo computer, e che trasforma in grasso che mi appesantisce e mi rende il goffo ciccione che non voglio più essere.

Andai quindi con mio cognato in un negozio di attrezzature per il Triatlon, disciplina da lui praticata (fra cui un Ironman appena superato) dopo avergli spiegato che ho sofferto di ernia a due dischi della colonna vertebrale e fatto notare che ho le gambe molto sottili rispetto al resto del corpo (si lo so, non è certo un bel vedere e mi rendo conto solo adesso che la colpa è solo mia) e li mi presentò Nelson, che lavora li dentro e non ho capito se sia un commesso o uno dei proprietari del negozio ma poco importa; assieme mi hanno guardato i tacchi e le suole delle scarpe che porto abitualmente per capire come metto i piedi quando cammino e, partendo da li, mi hanno fatto provare varie scarpe che aiutano a correggere i difetti.

Una cosa bella degli Americani è che prima di venderti una cosa te la fanno provare, infatti dopo aver indossato il primo paio di scarpe candidato all'acquisto Nelson mi disse: "ok, adesso vai fuori in strada e prova a fare una corsa, dimmi come le senti". Pensavo di aver capito male per via della lingua, io abituato in Europa che quando mi provo un paio di scarpe sto ben attento a camminare sulla moquette del negozio per non rovinarne la suola... E invece no, avevo capito bene quindi andai fuori, iniziai a correre con quelle scarpe ma continuavo a pensare di dover stare attento a non rovinarle troppo... mi piacevano davvero anche se, ad essere sincero, mi sarei sentito in obbligo di comprarle anche se non mi fossero piaciute perché ormai ci avevo corso; quindi rientrai nel negozio e dissi "Ok, that's good", ma Nelson mi porse un altro paio di scarpe dicendomi "adesso prova queste e dimmi se ti piacciono di più o di meno" e nello stesso momento io pensai "ecco, così mi tocca comprare anche queste, e come le porto due paia di scarpe del mio numero nella valigia in aereo adesso?".  Ne provai diverse paia e quando scelsi quella giusta mi spiegarono che per assecondare bene il movimento del piede bisognava apportare altre modifiche, quindi Nelson operò dei tagli in punti precisi sotto la suola che servono ad aumentare la flessibilità della stessa... un ultimo giro di prova e comprai le scarpe che più mi andavano bene, senza essere costretto a comprare tutte quelle che avevo provato... 
...nei giorni successivi mi resi conto da molte altre cose che in quel paese la fiducia nelle persone, l'onestà e la lealtà, sono valori ancora molto radicati nella gente per bene, sempre alla faccia di coloro che credono che in America, dove non ci sono Bersani e Vendola a cantare la loro demagogia, siano tutti pronti a farti fesso se non stai attento....

Il giorno dopo l'acquisto delle mie formidabili scarpe da corsa mio cognato e mia cognata avevano organizzato un evento per i membri del gruppo da loro creato "Stoics", un gruppo nato per aiutare quella gente che vuole mollare il divano e cerca un modo giusto e sano per farlo, quindi io ci cascavo a fagiolo.

Alle 07.00 al punto di ritrovo, esplicate le formalità inizia la corsa, io mi segno per la 5Km, Roby mi da alcune dritte e mi spiega che la maggior parte dei partecipanti alle maratone non corre al massimo tutto il tempo, per me quindi visto che 5 Km sono ben più di una maratona per un atleta allenato anche se usa la delicatezza di non sottolinearlo la cosa giusta è camminare quattro minuti e correre uno e, consiglio poi rilevatosi sacrosanto, e che anche se sento di poter correre per più di un minuto devo correre ugualmente solo un minuto e rispettare la cadenza.
Dopo 44 minuti e una ventina di secondi dalla partenza  eccomi all'arrivo, accidenti ce l'ho fatta! Neanche sta volta l'assicurazione sanitaria è servita, sta a vedere che l'ho pagata per niente... lo so che quel tempo è ridicolo per chi è allenato ma io mi sentivo un campione, avevo vinto contro me stesso e non mi sentivo così vivo da moltissimo tempo!

Mentre aspettavo che anche gli ultimi arrivassero (pochi altri in realtà) ero davanti al negozio dove il giorno prima avevo comprato le scarpe ed ho notato un cartello che diceva "If you have a body, you are an athlet"; da quel momento decisi che avrei fatto col mio grasso e la mia sedentarietà come Bush con l'alcool, CHIUSO! L'ho già fatto col fumo, non vedo perché non potrei farlo con questo, d'altra parte il mio motto è o non è "tutto si può fare, basta volere"?

Grazie Roby, grazie Holly e grazie Stoics per avermi regalato questa fantastica opportunità!

...adesso vado a letto perché domattina mi devo alzare presto per correre.